Fata Morgana | Dentro l’Antropocene
di Alberto Timossi

 

Installazione ambientale presso il lago del Col d’Olen, Valle d’Aosta
A cura Takeawaygallery
Dal 23 luglio al 27 agosto 2017

 

 

Fata Morgana | Dentro l’Antropocene
Installazione ambientale / In situ installation by Alberto Timossi
 

 

A cura Takeawaygallery
Coordinamento: Andrea Beck Peccoz
Con un testo di Carlotta Monteverde

 

Lago del Col d’Olen, alta Valle del Lys, Gressoney-La-Trinité, Valle d’Aosta
 

23 luglio – 27 agosto 2017

Inaugurazione domenica 23 luglio ore 10.30 al lago del Col d’Olen e conferenza ore 16.00 in Piazza a Gressoney-La-Trinitè
 
Partecipano alla conferenza: l’Assessore alla Cultura di Gressoney-La-Trinité Paolo Viganò, l’artista Alberto Timossi, i docenti dell’Università di Torino Michele Freppaz (Pedologia alpina e Nivologia) e Marco Giardino (Geomorfologia), Umberto Morra di Cella di ARPA Valle d’Aosta, lo storico e critico d’arte Barbara Martusciello, il gallerista della Takeawaygallery Stefano Esposito
Il lago del Col d’Olen è raggiungibile in venti minuti a piedi dall’arrivo della funivia dei Salati (percorso Staffal-Gabiet e Gabiet-Passo dei Salati)

 

Con il Patrocinio di: Regione Autonoma Valle d’Aoste e Comune di Gressoney-La-Trinité
 

 

In collaborazione con: Università degli Studi di Torino, ARPA Valle d’Aosta

Con il supporto di: Consorzio Gressoney Monte Rosa, Monterosa Ski

Sponsor tecnici: Rifuginrete, edilizia 1960, Infissi Termici 2000
 

Progetto grafico: Aurelio Candido

Riprese: Walter Paradiso

Traduzioni: Andrea Viviani

 


 

L’intervista a Alberto Timossi »

 

L’album fotografico del work in progress e dell’installazione »

La diretta streaming su Rifuginrete »

 

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RASSEGNA STAMPA:
 

art a part of cult(ure): Fata Morgana, Antropocene, Land Art e arte dal carattere green che fa fare esperienza. Di Barbara Martusciello »

 

Artribune: L’installazione di Timossi sul lago del Col d’Olen in Valle d’Aosta. Le immagini. Di Claudia Giraud »

 

Gazzetta matin del 29 luglio »

 

La Sentinella del Canavese: Arte e natura danno spettacolo »

 

La Stampa: Il miraggio del canneto nel lago alpino. L’opera dell’artista Alberto Timossi invita a riflettere sul cambiamento climatico. Di Francesca Soro »

 

La Stampa del 18 luglio »

 

La Vallée del 22 luglio: Un canneto di plastica “invade” il lago del Col d’Olen »

 

La Vallée del 29 luglio: Inaugurata l’installazione ambientale “Fata Morgana” al lago del Col d’Olen »

 

Tg Valle d’Aosta edizione 19.30 del 26 luglio. Al minuto 17.50 »

 

Unito News: Fata Morgana | Dentro l’Antropocene: una riflessione sulla nostra era geologica »

 

Se ne parla su »

 

Fata Morgana è un miraggio, l’apparizione di un intrico di piante acquatiche o fiori o arbusti che dal centro del lago del Col d’Olen a 2721 metri di quota ne invade parte della superficie. È l’ipotetica risposta della vita alle modifiche dell’ecosistema apportate da decenni di cambiamenti naturali e indotti dall’attività umana. È l’intervento in scala ambientale dello scultore Alberto Timossi in Valle d’Aosta, visibile dal 23 luglio al 27 agosto in alta valle del Lys, Gressoney-La-Trinité, a cura Takeawaygallery e con il patrocinio della Regione Autonoma Valle d’Aosta e del Comune di Gressoney-La-Trinité.
 
Decine di elementi verticali, di un rosso sanguigno, si elevano a altezze differenti; una germinazione artificiale che trae la propria conformazione dalla profondità dell’alveo: uno sviluppo in rapporto armonico, come si producono le forme spontaneamente. Il riflesso dell’opera sullo specchio liquido, assieme al contorno delle cime montuose, delle nuvole e del cielo, compongono una totalità inscindibile.
L’installazione trae linfa dal lago, che ne modella le pareti e permette a ogni fusto di oscillare liberamente: la nascita di una nuova specie avviene in un ambiente caratterizzato dalla fusione del ghiaccio presente all’interno di una particolare forma del paesaggio geomorfologico d’alta quota, detta rock glacier (ghiacciaio di pietra). Qui il ghiaccio, protetto da un accumulo detritico, rilascia nel piccolo bacino acqua con caratteristiche fisiche e chimiche differenti rispetto alle normali sorgenti.
 
Dopo l’operazione nelle Cave Michelangelo di Carrara (luglio 2015) e l’attenzione posta sul rapporto arte/natura/ambiente antropizzato, Fata Morgana si propone di estendere le riflessioni sugli spazi apparentemente incontaminati. La colorata reazione ai cambiamenti climatici è un invito alla presa di coscienza delle conseguenze dell’Antropocene.
Il progetto è stato possibile grazie alle informazioni scientifiche messe a disposizione dai ricercatori dell’Università di Torino, che, in collaborazione con numerosi enti di ricerca ricerca (CNR-IRSA, Università di Bologna, ARPA-Valle d’Aosta, Carleton University, Politecnico di Torino) negli ultimi anni hanno compiuto una campagna di studio sulle acque del piccolo bacino idrico, localizzato all’interno di un sito della Rete LTER Italia (www.lteritalia.i/).
L’installazione verrà ripresa da una webcam e potrà essere vista, in tempo reale e per tutta la sua durata, sulla piattaforma Rifuginrete.com e su www.albertotimossi.com.

 

Alberto Timossi (Napoli 1965), si è formato all’Accademia di scultura di Carrara. Vive e lavora a Roma. Con una carriera quasi trentennale, ha fatto dell’opera pubblica che dialoga con lo spazio connotato la propria cifra stilistica. Timossi ha una lunga serie di mostre alle spalle, allestite in luoghi sperimentali o istituzionali, che lo hanno portato a rinnovare il linguaggio scultoreo in senso minimale, caratterizzato dall’uso del tubo in pvc colorato, vera e propria costante negli anni. Fra le principali mostre personali figurano: “Simple Dialogues”, Plaza Gallery, Tokyo, 1997; “Un dia cualquier”, Galleria Nebulosa, Xalapa (Messico), 2003; “Anywhere”, Centro per l’arte contemporanea Trebisonda, Perugia, 2005; “Innesti”, Fondazione Pastificio Cerere, Roma, 2006; “Parti del discorso”, Associazione culturale Tralevolte, Roma; 2008; “Partitura urbana”, Archivio Crispolti, Roma, 2009; “Accento in rosso”, Torre Civica di Pomezia, 2012; “Flussi”, Galleria Nazionale d’arte moderna, Collezione Manzù, Ardea, 2013; “Flussi: il rosso, il giallo”, Palazzo dei Consoli, Gubbio, 2014; “Sinonimi”, facoltà di Architettura, Università Federico II, Napoli, 2015; “Illusione”, Cave Michelangelo, Carrara, 2015.Fra le mostre collettive si ricordano: “Periplo della scultura italiana contemporanea 2”, Chiese rupestri, Matera, 2000; Mixed media, Plaza Gallery, Tokyo, 2000; “Premio giovani scultura”, Accademia Nazionale di San Luca, Roma, 2002; “Prima Biennale di scultura”, Piazzola sul Brenta, 2013; “Beelden in Gees”, Gees, Olanda, 2015; “BadRagartz”, VI Triennale di scultura, Bad Ragaz, Svizzera, 2015; “Fragili eroi”, Museo Bilotti, Roma, 2016.

 

 
Fata Morgana | Inside the Anthropocene
By Alberto Timossi
Environmental Installation at Lake Col d’Olen, Valle d’Aosta
Cured by Takeawaygallery
From July 23 to August 27, 2017
 
Fata Morgana is a mirage, the appearance of an intricate aquatic plant or flowers or shrubs that bursts into the surface of the Col d’Olen Lake at 2722 meters above sea level. It is the hypothetical response of life to the changes of the ecosystem made by decades of natural change and induced by human activity. It is the environmental sculpture of sculptor Alberto Timossi in Valle d’Aosta, visible from 23 July to 27 August in the Lys High valley, Gressoney-La-Trinité, organized by Takeawaygallery and under the patronage of the Regione Autonama Valle d’Aosta and the City of Gressoney-La-Trinité.
 
Dozens of vertical elements, bloodly red, rise to different heights; an artificial germination that draws its shape from the depth of the beam: a development in a harmonious relationship, as the forms are produced spontaneously. The reflection of the work on the liquid mirror, along with the mountain tops, the clouds and the sky, make up an inseparable totality.
The installation draws lymph from the lake, which molds its walls and allows every stem to freely oscillate: the birth of a new species occurs in a lake environment characterized by the fusion of ice present within a particular form of the geomorphological landscape at high altitude, called rock glacier. Here the ice, protected by a detritus accumulation, releases in the small basin of water with different physical and chemical characteristics than normal sources.
 
After the operation in Carrara’s Michelangelo Caves (July 2015) and focus on art / nature / anthropic environment, Fata Morgana aims to extend the reflection on the seemingly uncontaminated spaces. The colorful response to climate change is an invitation to conscience of the consequences of anthropocene.
The project was made possible thanks to the scientific information made available by the researchers of the University of Turin who, in collaboration with numerous research institutes (CNR-IRSA, University of Bologna, ARPA-Valle d’Aosta, Carleton University, Polytechnic of Turin) in recent years have conducted a study campaign on the waters of the small reservoir, located within a site of the LTER Italia Network (www.lteritalia.i /).
The installation will be filmed by webcam and accessible, in real time and throughout its lifetime, on the Rifuginrete.com platform and at www.albertotimossi.com.

 





 

 


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